Giuseppe Renda

di Salvatore Libertino

Giuseppe Renda, è nato a Polistena (RC) nel 1859.
Lasciato giovanissimo il Paese natale, si recò a Napoli dove ebbe all’Accademia delle Belle Arti come maestri Gioacchino Torna e Stanislao Lista. Durante la carriera d’artista, rifiutò di appartenere a correnti o scuole accademiche, anche se congenialmente sentiva una forte attrazione verso le opere di Biondi, Pratella, Casciaro, chiamati i “Cospiratori del Vomero“.
La sua ispirazione gli derivò dalla letteratura verista e da una compiaciuta esaltazione della bellezza muliebre.
La rappresentazione infatti del corpo e dei volti femminili è stata una costante che lo accompagnò sempre nella produzione artistica delle sue opere.
Le sue sculture attestano una profonda capacità tecnica che attraverso l’ideale estetico, dalle accentuate componenti passionale e sensuale, si estrinseca nell’equilibrio dei movimenti delle figure.
Autore molto apprezzato di vari monumenti pubblici e di bronzetti di gusto liberty, si fece conoscere alla Promotrice Napoletana del 1854, svolgendo in seguito intensa attività ed esponendo più volte anche in rassegne internazionali.
Tra i monumenti realizzati è notevole quello dedicato al Gen. Cosenz, ora nei giardini della Riviera di Chiaia, a Napoli.
Delle opere più significative ricordiamo un colossale bozzetto in gesso, alto m. 7, raffigurante “La Fortuna“, fuso in bronzo e collocato al centro dell’atrio della sede della Banca Popolare di Polistena (Palazzo Avati), oggi Banca Monte dei Paschi di Siena.
Il Palazzo Avati è stato acquistato nel 2011 da una società (“Il Marchese”) composta da soci polistenesi.
Si tratta di una possente ruota alla quale un corpo gigantesco di donna imprime il moto di turbine. Altre sculture degne di menzione sono “Le voilà” e la “Danza”, un bronzo a cera persa che si trova a Napoli.
Molto interessanti e conosciute le sue “Tanagrine”, figurine fittili di terracotta. Piacevoli anche i suoi “presepi” di argilla.
Giuseppe Renda morì a Napoli nel 1939.

Il Monumento ai caduti di Renda a Tropea
Nel 1926, lo scultore, insegnante presso l’Istituto delle Belle Arti a Napoli, firmò il contratto che lo impegnava a realizzare il Monumento ai Caduti della Città di Tropea, voluto dai Tropeani di Montevideo.
Il Monumento misura m.5,70 di altezza ed originariamente era composto, oltre che della statua in bronzo, della base di travertino con incisi i nomi dei Caduti e di una vasta aiuola che attualmente non c’è più.
L’opera di Giuseppe Renda è un legionario romano che lotta contro un’aquila bicipite. La figura nuda del legionario latino viene colta dall’artista nello sforzo culminante di abbattere l’aquila che impersona il nemico teutonico.
Del plesso monumentale avrebbe dovuto far parte un cannone nemico che in quel tempo si trovava a Tropea ma che in precedenza era stato donato al Governo.

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